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lunedì 26 marzo 2012

Per Eni nuovo e importante successo in Mozambico

Eni, la società guidata da Paolo Scaroni, annuncia una nuova scoperta giant di gas naturale nell' Area 4 dell' offshore del Mozambico, effettuata nel prospetto esplorativo Mamba Nord Est 1.

I risultati del pozzo, perforato nella parte orientale dell'Area 4, sono di particolare importanza in quanto incrementano di almeno 283 miliardi di metri cubi (10 trillion cubic feet, tcf) il potenziale delle risorse dell'Area 4, dei quali 226 miliardi di metri cubi (8 tcf) in nuove strutture di pertinenza esclusiva dell'area stessa.
La nuova scoperta aumenta ulteriormente il potenziale complessivo dell' Area 4, valutato attualmente in almeno 1.133 miliardi di metri cubi di gas in posto (40 tcf).

Mamba Nord Est 1 e' stato perforato in 1.848 metri di acqua e ha raggiunto la profondità complessiva di 4.560 metri. Il pozzo e' localizzato 15 chilometri a nord est di Mamba Sud 1, 12 chilometri a sud est di Mamba Nord 1 e a circa 50 chilometri dalla costa di Capo Delgado .

Mamba Nord Est 1 ha incontrato 240 metri di mineralizzazione a gas in reservoir multipli di età oligocenica ed eocenica di ottima qualità e ha provato l'esistenza di continuità e comunicazione idraulica tra i reservoir dei pozzi Mamba Nord 1 e Mamba Sud 1.

Durante il 2012 Eni ha in programma la perforazione di almeno altri 4 pozzi in strutture adiacenti per completare l'accertamento del potenziale addizionale del complesso esplorativo Mamba dell'Area 4.

Eni e' operatore nell'Area 4 con 70 percento di quota. Gli altri partner della Joint venture sono Galp Energia (10%), KOGAS (10%) and ENH (10%, portata in fase esplorativa).

martedì 6 marzo 2012

Eni: perforato pozzo di delineazione del giacimento di Skrugard

Eni, il gruppo guidato da Paolo Scaroni, ha perforato con successo il pozzo di delineazione del giacimento a olio e gas di Skrugard, situato nella licenza PL 532, nel Mare di Barents, a circa 200 km dalla costa norvegese.

Il pozzo, realizzato con l'obiettivo di confermare l'estensione del giacimento di Skrugard nella sua porzione centrale, è stato perforato in 388 metri d'acqua a circa 3 chilometri dal pozzo di scoperta Skrugard-1 e ha raggiunto la profondità di 1.740 metri, incontrando nella roccia serbatoio di età Giurassica una colonna di gas di 25 metri e di olio di 48 metri. Sul pozzo e' stata condotta un'intensa campagna di acquisizione dati che ha consentito di evidenziare le eccellenti caratteristiche della roccia serbatoio.

Secondo le attuali valutazioni, l'intera struttura di Skrugard contiene almeno 250 milioni di barili di olio recuperabile e circa 10 miliardi di metri cubi di gas. Insieme al giacimento di Havis, scoperto agli inizi di quest'anno a soli 7 chilometri di distanza a sud ovest di Skrugard, nella medesima licenza PL532, le riserve di olio accertate come recuperabili superano ora i 500 milioni di barili. Queste riserve consentono ai partner della licenza di potere già realizzare un efficiente piano di sviluppo per una loro rapida messa in produzione.

Per la fine di quest'anno è previsto l'inizio di una nuova campagna esplorativa nella licenza PL532, che porterà alla perforazione di nuovi pozzi con l'obiettivo di accertare volumi aggiuntivi di idrocarburi, in seguito collegabili all'Hub di produzione.

Eni detiene la partecipazione del 30% nei giacimenti di Skrugard ed Havis; gli altri partner sono Statoil (50%, operatore) e Petoro (20%).

Nel corso dell'anno, inoltre, Eni avvierà un'ulteriore campagna esplorativa nel Mare di Barents, come operatore, con la perforazione del pozzo Salina nella licenza PL 533 e del pozzo Bønna nella licenza PL 529, e in autunno avvierà la perforazione di 22 pozzi di produzione del progetto Goliat.

Eni e' la sola compagnia, insieme a Statoil, ad essere presente nelle tre scoperte a olio commerciali nel mare di Barents; con i giacimenti di Goliat, Skrugard e Havis Eni raggiunge una prospettiva di 30 anni di attività nell'area, che si configura come la nuova ed emergente provincia petrolifera sulla piattaforma continentale norvegese.
Utilizzando tecnologie proprietarie e competenze geoscientifiche di eccellenza Eni opera da 20 anni nel Mare di Barents, dove e' stata pioniera assieme a Statoil dell'esplorazione petrolifera . Il gruppo guidato da Paolo Scaroni è presente in Norvegia dal 1965, dove oggi produce circa 135.000 barili di olio equivalente al giorno.

venerdì 2 marzo 2012

Paolo Scaroni al Cera Week 2012

Eni, la sociatà guidata da Paolo Scaroni, è partner del Cera Week 2012 che si svolge a Houston, Texas, dal 5 al 9 marzo. L’incontro internazionale – che coinvolge oltre trecento esperti del settore energetico – vuole indagare il tema del futuro dell’energia, nel pieno della grande crisi economica e delle incertezze che ne derivano sui mercati globali. Tra le questioni in discussione, le crescenti tensioni con l’Iran e l’impatto della crescita dei prezzi sulla ripresa economica; l’apertura del continente Artico; la competizione tra il gas naturale e l’elettricità nel trasporto. Nell’ambito degli incontri è intervenuto l’amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni
.

giovedì 1 marzo 2012

Eni: raggiunto accordo con Gazprom sui contratti di fornitura gas

Paolo Scaroni, l'Amministratore Delegato di Eni, eAlexy Miller, il Presidente del Management Commettee di Gazprom, si sono incontrati oggi presso la sede di Gazprom e hanno esaminato la situazione attuale e le prospettive di sviluppo della collaborazione nel settore energetico, focalizzandosi sulle condizioni di fornitura del gas russo all'Italia e sull'implementazione del progetto South Stream.

Le parti hanno raggiunto un accordo sulla revisione dei contratti di fornitura gas tra Eni e Gazprom.
L'accordo rappresenta un'importante tappa nella partnership strategica che lega Eni e Gazprom da oltre quarant'anni. Le due compagnie consolidano così la loro relazione commerciale contribuendo alla competitività del gas russo in Europa e al rafforzamento della sicurezza negli approvvigionamenti.

Le parti hanno anche discusso dell'implementazione del piano per l'avvio della costruzione del gasdotto South Stream entro dicembre 2012, evidenziando come l'avanzamento del progetto stia avvenendo secondo il programma concordato. È stata anche discussa la preparazione della documentazione per l'adozione della Final Investment Decision (FID) sul tratto offshore del progetto South Stream entro novembre di quest'anno.

venerdì 16 dicembre 2011

Jalil ringrazia l'Eni: "Al nostro fianco malgrado tutti i rischi, coraggio e dedizione"

Al termine dei colloqui con il premier Mario Monti a palazzo Chigi, il presidente libico Mustafà Abdul Jalil ha voluto "ringraziare le aziende petrolifere italiane, e in particolare l'Eni" che ha ormai "raggiunto il 70% della propria produzione, nell'interesse dei due paesi". L'azienda capitanata da Paolo Scaroni, ha sottolineato l'ex leader dei ribelli ha "accettato di tornare al fianco dei libici malgrado tutti i pericoli e i rischi", mostrando "grande coraggio e dedizione al lavoro". Questi doti, ha proseguito Jalil, hanno "agevolato il ripristino delle forniture del gas libico all'Italia". "Grazie al popolo e al governo italiano - ha concluso il leader libico - a cui auguro tutto il bene e il progresso, siamo partner nel Mediterraneo per cui ci interessano sicurezza e integrità".
(da Virgilio Economia)

lunedì 1 agosto 2011

Paolo Scaroni: risultati solidi per Eni nonostante la Libia

"Il primo semestre del 2011 ha sofferto delle mancate produzioni in Libia che hanno impattato tutti i nostri settori di attivita'. Nonostante la crisi libica ed i costi di approvvigionamento gas, che, nel semestre, non tengono conto dei benefici retroattivi delle rinegoziazioni in corso, Eni ha ottenuto solidi risultati sostenuti, in particolare, dal miglioramento della redditivita' E&P". E' il commento dell'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ai risultati semestrali. (AGI)

venerdì 29 luglio 2011

Paolo Scaroni: nessuna fretta su Snam

Sull'eventuale cessione di Snam Rete Gas l'Eni ''non ha fretta''. Lo ha ribadito l'ad Paolo Scaroni, nel corso di una conference call sui conti del primo semestre.

Tuttavia, ha aggiunto, ''stiamo lavorando su questo progetto e ci aspettiamo di arrivare nei prossimi mesi con qualche idea''. Scaroni ha comunque ricordato che la normativa italiana consente ad Eni di mantenere la controllata che, oltretutto, ''performa bene''.
(ANSA)

mercoledì 29 giugno 2011

Israele. Paolo Scaroni: "Presto diventerà potenza energetica"

Israele presto diventerà una potenza energetica. A sostenerlo è stato l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, in occasione della presentazione a Montecitorio del libro “Petrolio, la nuova geopolitica del potere” di Giancarlo Elia Valori. "Israele presto diventerà una potenza energetica: a largo delle coste di Israele, Libano e Cipro c'e' infatti un tratto di mare dove sono state fatte grandi scoperte di gas – ha osservato l’ad dell’Eni -. Questo permetterà a Israele di diventare autosufficiente dal punto di vista energetico, anzi potrà addirittura esportare il gas”.

Per il Paese si tratterà, ha aggiunto Paolo Scaroni, di “un grosso cambiamento rispetto ad ora che dipende dalle importazioni dall'Egitto, un paese amico ma – ha precisato - non da sempre". E per l’Italia, per l’Europa e per l’intero Occidente è oggi più che mai fondamentale trovare nuove fonti di approvvigionamento energetico, vista anche la richiesta che arriva ai tradizionali Paesi produttori dalle nuove economie emergenti. Lo stesso Paolo Scaroni ha sottolineato ad esempio che il gas russo attualmente è “ambito a est, da potenze come Cina e India”. Questi Paesi, esattamente come l’Europa, cercano di ridurre la dipendenza dal carbone, e far fronte così alle richieste di riduzione delle emissioni di Co2, sostituendolo con il gas. “E noi europei – ha avvertito Paolo Scaroni - dobbiamo guardare con molta attenzione a tali dinamiche perché se il gas siberiano dovesse essere diretto verso est il nostro futuro energetico diventerà più complicato". Un tema centrale è anche quello delle pipeline: in particolare il Nabucco, il gasdotto che collegherà l’Arzebaijan con l’Europa attraverso la Turchia. Si tratta, ha detto Paolo Scaroni, “di una alternativa, o forse un sogno, al gas russo” e che, secondo Valori, vedrà tra i suoi fornitori l’Iran. “Ce lo auguriamo tutti – ha affermato a questo proposito l’ad dell’Eni - ma i tempi non sono maturi, dovremo attendere ancora per vedere l’Iran nel novero dei fornitori del Nabucco. Certamente – ha aggiunto – il futuro del Nabucco è strettamente legato a quello dell’Iran perché solo con le forniture dell'Azerbaijan credo non si giustifichi l'investimento di 20 miliardi di euro". Anche per l’ex presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, il primato dell’occidente nel controllo delle fonti energetiche è oggi “messo in discussione” dalle economie emergenti. E questo, ha indicato, avviene in un momento in cui il nucleare è “in crisi” anche a causa della tragedia di Fukushima: per questo il controllo sul petrolio, sul carbone e sul gas, ha affermato D’Alema, è “ancora più strategico”. Dunque, se i rapporti con i tradizionali Paesi produttori come la Russia restano centrali, diventano importanti anche quelli con le “potenze energetiche emergenti” come Venezuela e Brasile. Ma, ha spiegato, ancora più cruciale è “pensare ad una partnership diversa” con i Paesi dell’altra sponda del Mediterraneo e del Golfo interessati dai sommovimenti. Ci troviamo infatti di fronte, ha detto l’ex premier, “ad una grande rivolta che ha messo finora all’angolo il pericolo fondamentalista, proponendo valori comuni a quelli europei. Ma – ha avvertito - un moto democratico e non fondamentalista è inevitabile che determini anche un forte sentimento nazionalista che metterà in campo partner meno accomodanti rispetto alle vecchie oligarchie”, con i quali l’Europa è riuscita a dialogare in passato soprattutto in campo energetico. La nuova classe politica “vorrà avere un controllo” sulle risorse energetiche “e dunque dovremo pensare a partnership diversa” perché dall’altra parte del tavolo l’Europa troverà “interlocutori nuovi, forse anche migliori, ma sicuramente meno accomodanti”. Sotto questo profilo, ha detto invece il finanziere franco-tunisino, Tarak Ben Ammar, bisogna approfittare dal fatto che le rivoluzioni arabe sono rivoluzioni libere e che non sono state fatte con ''slogan anti occidentali'' o ''anti sionisti''. ''Sono state rivoluzioni fatte da sole, senza l'appoggio del radicalismo islamico e dell'occidente''. I giovani tunisini, ha aggiunto Ben Ammar, ''hanno manifestato chiedendo liberta', dignita' e lavoro. Ora hanno la liberta' e la dignita'. Ora serve il lavoro e senza lavoro non ci sara' democrazia''. Per questo, ha sottolineato, “serve aiutare ora piu' che mai questi paesi arabi”. Ma lo devono fare “i paesi arabi stessi: non dobbiamo chiedere all'Europa ma dobbiamo chiedere ai paesi arabi che hanno i mezzi''. Altrimenti, il pericolo è che le rivoluzioni arabe “diventino ostaggio del radicalismo islamico''. Per quanto riguarda il petrolio, secondo il presidente della Commissioni Affari Esteri del Senato, Lamberto Dini, l’interesse dei grandi paesi produttori ed esportatori è che “non si sviluppino le energie alternative”: il loro obiettivo è infatti quello di “mantenere il petrolio la principale fonte di energia”. Dini, in particolare, ha insistito sulla necessità dell’utilizzo dell’energia nucleare, “responsabile della produzione di circa il 16% di tutta energia elettrica mondiale”. Anche perché “una diminuzione della produzione elettrica su base nucleare non può che portare ad aumento prezzi petrolio”, ha concluso Dini facendo riferimento ai continui rialzi del prezzo dei barili.
(FocusMO)

giovedì 16 giugno 2011

Paolo Scaroni: L’Italia ha scelto di andare a tutto gas

Gli italiani, con il voto al referendum, hanno deciso di ‘’mettere una pietra sopra al nucleare’’ per i prossimi anni e di ‘’andare a tutto gas’’ e per questo e’ importante assicurarsi la sicurezza degli approvvigionamenti e delle infrastrutture. E’ quanto ha affermato l’ad di Eni Paolo Scaroni nell’audizione al Parlamento Ue rilevando comunque come la scelta di abbandonare il nucleare ‘’non e’ detto che venga fatta anche dagli altri paesi’’ visto che lo stesso Giappone non intende dismetterlo.

‘’E’ una scelta che hanno fatto i cittadini italiani – ha rilevato – e non e’ discutibile’’ ricordando di aver piu’ volte escluso che Eni potesse parteciparvi. L’ad ricorda comunque come gli italiani ‘’hanno un rapporto difficile con il nucleare e con ogni altra opera ‘invasiva’ come discariche, autostrade o inceneritori’’. Paolo Scaroni ha poi risposto di non sapere se il nucleare fra diversi anni potra’ essere piu’ conveniente rispetto al gas ‘’non so quale sara’ il prezzo del gas e percio’ non posso dire se il prezzo per Kw/h sia piu’ basso di quello prodotto con il nucleare’’.

(Ecquo)

mercoledì 26 gennaio 2011

Paolo Scaroni firma accordo con Petrochina

Paolo Scaroni ha firmato venerdì a Pechino un memorandum of understanding con Jiang Jiemin, presidente di Cnpc-Petrochina, la più grande oil company quotata al mondo, per nuove opportunità di business in Africa e Nord America.
L'operazione ha incontrato i favori del mercato (leggi articolo sui mercati di Sauro Dozzini) con il titolo che ha chiuso in guadagno dell'1,97% a 17,64 euro.

L'intesa tra Paolo Scaroni e Jiang Jiemin prevede il rafforzamento reciproco per avviare operazioni nel ramo degli idrocarburi convenzionali e non in Africa, mentre Eni metterà a disposizione le proprie competenze nel gas shale maturate in Nord America.

Lo shale gas è un gas naturale ricavato da particolari rocce sedimentarie, per lo più argilla, che si sono formate in centinaia di milioni di anni e si può estrarlo fratturandole. Il più grande potenziale giacimento del mondo è negli Stati Uniti, tra lo stato di New York e la Virginia, segue appunto la Cina che sta iniziando adesso le prime esplorazioni.

La collaborazione tra Eni e Petrochina riguarderà anche il settore delle tecnologie avanzate e lo sfruttamento delle risorse di olio e gas non convenzionali.

Un importante passo avanti per la società di Paolo Scaroni in Medio Oriente (dove è attivo fin dal 1984), in un'area geografica in continua espansione (anche nel 2010 la Cina è cresciuta del 10,5%, attraendo investimenti diretti dall'estero per 105 miliardi di dollari, un primato mondiale).

Nel Mar cinese meridionale, la società, attraverso Eni-China, è co-operatore assieme a Cnooc e Chevron del consorzio Cact, che assicura all'azienda un approviggionamento quotidiano di 12 mila barili di olio equivalente. Soglia che potrebbe aumentare grazie all'avvio di nuovi giacimenti nell'anno in corso.

(da Agoravox: "L'Eni si rafforza in Cina")

giovedì 13 gennaio 2011

Gas: Paolo Scaroni, sicurezza Ue si fa con interconnessione reti

"Sono convinto assertore che il modo migliore per garantire la sicurezza e' completare l'interconnessione delle reti energetiche in Europa".

Lo ha detto l'a.d. di Eni, Paolo Scaroni, riferendosi alla direttiva europea sul gas, in particolare sull'unbundling proprietario e organizzativo: "noi siamo favorevoli alla soluzione francese e tedesca, che garantisce una omogeneita' nel modo di procedere sul piano continentale".

Parlando in particolare della Germania, Paolo Scaroni ha voluto ricordare che "abbiamo interessi identici sull'utilizzo del gas, che e' l'unico combustibile fossile che consente di realizzare gli obiettivi di Kyoto"
(MF-DJ)

mercoledì 13 ottobre 2010

Gasdotto South Stream: in trattative con potenziali partner tedeschi

Il consorzio composto da Eni, Gazprom e EdF per la realizzazione del gasdotto South Stream tra la Russia e l'Europa meridionale e' in trattative con potenziali partner tedeschi.

Lo ha affermato il Ceo del consorzio Marcel Kramer senza specificare l'identita' delle societa' coinvolte nei colloqui. Kramer ha pero' sottolineato che il consorzio accoglierebbe favorevolmente un nuovo partner forte.

La settimana scorsa l'a.d. di Eni Paolo Scaroni ha riferito che Wintershall, societa' energetica controllata dalla tedesca Basf, era interessata ad aderire al progetto.

Sempre oggi il Ceo di Gazprom Alexei Miller ha annunciato all'agenzia Mediafax la firma di una lettera di intenti con le autorita' rumene sulla possibilita' che il gasdotto transiti in Romania. "Dopo i colloqui di oggi (con le autorita' della Romania) abbiamo firmato un accordo per condurre un'analisi tecnica ed economica del progetto", ha affermato Miller.

(Dow Jones Newswires )

venerdì 25 giugno 2010

Global Compact: per Scaroni, sostenibilità e business insieme

Sostenibilita' e impresa possono andare "mano nella mano". Lo ha sottolineato l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, nel suo intervento al Global Compact, il vertice delle Nazioni Unite impegnato sul fronte della sostenibilita'. "L'Eni possiede tutte le carte per giocare un ruolo effettivo nello sviluppo sostenibile - ha spiegato Paolo Scaroni - specialmente in relazione alle sfide contenute nel Millennium Developments Goals (MDGs). Noi siamo globali per definizione perche' il nostro mercato di riferimento del petrolio e del gas e' l'arena mondiale ma allo stesso tempo siamo estremamente locali. Il nostro business richiede una conoscenza profonda delle specifiche aree, direi di ogni citta' e villaggio nel quale operiamo". Scaroni ha dunque indicato un esempio di come business e sostenibilita' possano andare insieme. "In Africa stiamo promuovendo progetti in grado di trasformare un problema, quello del 'gas flaring', in una opportunita' per la popolazione locale - ha detto Paolo Scaroni - che puo' cosi' avere accesso all'elettricita', elemento chiave dello sviluppo socio-economico". I governi africani stanno tentando di fissare delle scadenze per la soluzione di questo problema ma "non non vogliamo aspettare le dead-line - ha affermato Paolo Scaroni - perseguiamo un approccio pragmatico, sviluppando impianti altamente efficienti in grado di generare elettricita' dal gas che verrebbe altrimenti bruciato". In questo modo "riusciamo a sfruttare anziche' sprecare - ha proseguito Scaroni - un'importante fonte di energia, riducendo le emissioni inquinanti e offrendo un contributo importante allo sviluppo dei Paese di cui siamo partner". Eni ha cominciato a generare elettricita' dal gas associato in Nigeria circa 10 anni fa e ora punta a raddoppiare la capacita' rispetto all'attuale 15%. "Abbiamo replicato questo modello in Congo - ha rimarcato Paolo Scaroni- e lo estenderemo in Angola e in Ghana. Questo progetto rafforza Eni come societa' integrata dell'energia ed e' distintivo poiche' le compagnie petrolifere tendono a non voler essere coinvolte nella generazione dell'elettricita' che comporta dei rischi".
(AGI)

giovedì 24 giugno 2010

Scaroni, favorevoli ad altri in avventura South Stream

L'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, in riferimento alle ipotesi che la francese Edf entri a far parte di South Stream accanto a Eni e Gazprom ha affermato che "non c'è molto da dire, ma la proprietà di un tubo che attraversa il mare non è di per se' un bene prezioso. Il bene prezioso è il permesso di transito su quel tubo e il gas che porta perchè il tubo è solo un pezzo di ferro". "Noi però, ha aggiunto, vediamo con molto favore altri che ci accompagnano in questa avventura, che richiederà investimenti molto importanti. Siamo parte di questa avventura innanzitutto perchè vogliamo assicurarci il nuovo gas per seguire i nostri mercati".
(Teleborsa)

sabato 1 maggio 2010

Paolo Scaroni, felici di non avere venduto Snam

Paolo Scaroni, rispondendo alla domanda di un azionista nel corso dell'assemblea, ha detto: "Il fatto di non aver ceduto Snam Rete Gas nel 2005 ci ha generato un utile della partecipazione del 65% negli ultimi quattro anni. Quindi siamo ben felici di non averla venduta".
Ilfuturo "dipende da come il Parlamento italiano vorrà accogliere la terza direttiva in materia di gas dell'Unione Europea che lascia libertà agli Stati membri di scegliere fra l'unbundling proprietario e quello organizzativo, che noi abbiamo già realizzato. La decisione il Parlamento la prenderà nel prossimo anno e seguiremo quello che deciderà", ha spiegato Paolo Scaroni.

giovedì 29 aprile 2010

Paolo Scaroni: Eni viaggerà al top anche nel 2010

"Il 2009 è stato un anno positivo per Eni, nonostante le difficoltà del settore energetico e la pesante crisi che ha investito l'economia.
Il 2010 sarà ancora incerto, ma Eni continuerà a viaggiare al top e a generare valore per i suoi azionisti.
Questo, in sintesi, quanto affermato dall'AD del cane a sei zampe Paolo Scaroni all'apertura dei lavori dell'Assemblea degli azionisti in corso oggi.
Il 2010, ha poi precisato Paolo Scaroni, sarà un anno di sfide importanti per Eni, che punta a consolidare la propria posizione sul mercato del gas in Europa e a mettere a segno una crescita a lungo termine superiore alla media dei concorrenti". (Teleborsa)

giovedì 22 aprile 2010

Paolo Scaroni: gas giocherà ruolo crescente nel panorama globale

Il gas giocherà un ruolo crescente nel panorama energetico nazionale ed internazionale. Ne è convinto il numero uno dell'Eni, Paolo Scaroni, che ha parlato di questa risorsa nel corso di un intervento al World Economic Outlook Conference.
Scaroni, che ha giudicato questa risorsa versatile, pulita ed efficiente, ha anche fatto un cenno al problema della sicurezza degli approvvigionamenti e della diversificazione. Il problema per la UE, secondo Scaroni, non è la Russia ma la mancanza di infrastrutture ed interconnessioni comunitarie. L'Europa, dunque, non fa sistema.
In merito alla diversificazione, Paolo Scaroni ha parlato di fonti alternative, come quelle del Caspio, del gas estratto dalle rocce nell'Europa Orientale e del Nord Africa.
(Teleborsa)

venerdì 17 aprile 2009

Eni blocca gli investimenti a Gela

L’Eni di Paolo Scaroni ha comunicato ai sindacati la sospensione dell’investimento già programmato per lo sviluppo quadriennale del petrolchimico a Gela. La decisione dell’Eni sembra legata ad autorizzazioni mai ricevute da parte del Ministero dell’Ambiente. In totale, i 250milioni che non verranno più investiti dall’Eni di Paolo Scaroni riguardano 7 progetti già finanziati, tra cui la costruzione della caldaia Turbogas, un sistema pulito per produrre energia elettrica, e la realizzazione di Stream-Reforming, un impianto di produzione di idrogeno per la preparazione di benzine.

venerdì 10 aprile 2009

Scaroni: una strategia vincente secondo Business Week

Business week ha dedicato un editoriale a Paolo Scaroni, quale amministratore delegato di Eni, una delle società più potenti nel panorama dell’Oil&Gas. L’articolo prende in esame le politiche di Scaroni intraprese su diverse fronti con paesi in cui altre grandi compagnie non hanno voluto entrare.

Mentre le compagnie petrolifere preferiscono non intraprendere l’avventura delle centrali elettriche, visto che garantisce rendimenti più bassi rispetto al petrolio e al gas, Paolo Scaroni ha sfruttato proprio progetti riguardanti l’energia elettrica per stringere legami e firmare accordi con i Paesi in cui Eni opera o intende operare. Paolo Scaroni, illustrando la sua strategia per “conquistare le anime delle persone” ha dichiarato infatti che per poter sfruttare il petrolio che appartiene ad un determinato Paese bisogna essere percepiti come partner. In Paesi come il Congo, la strategia di Scaroni si è rilevata vincente: la produzione dell’Eni è infatti aumentata nell’ultimo anno del 3,5% mentre gli altri grandi operatori del petrolio hanno visto al loro produzione anche di gas in calo. L’Eni di Paolo Scaroni ha registrato d’altra parte una crescita della produzione pari al 70% negli ultimi dieci anni, un aumento che l’ha resa la settima compagnia petrolifera occidentale. Pochi possono davvero eguagliare Paolo Scaroni e l’Eni, se vengono considerati i rapporti che è riuscito a intrattenere con Paesi difficili,quali Congo, Russia, Iraq.

giovedì 9 aprile 2009

Eni: pronto il prototipo Accadue

Quale azionista al 50% di Venezia Tecnologie SpA, l’Eni di Paolo Scaroni ha partecipato alla realizzazione del prototipo di Accadue, un’imbarcazione a idrogeno. L’importanza di Accadue risiede nel consentire la sperimentazione dell’uso di idrogeno a bordo. L’idrogeno viene stoccato a bordo,
anche se i progetti mirano ad alimentare i motori con combustibili dioversi, ad esempio gas naturale, che una volta a bordo, potrà essere trasformato in idrogeno. Un altro passo di Paolo Scaroni verso le energie pulite e rinnovabili. Scaroni è, infatti,dall’inizio del suo mandato impegnato nello sviluppo sostenibile attraverso la Feem e in politiche di risparmio energetico, come ad esempio con la campagna 30percento.