Sembrava ormai risolta la crisi del gas. Dopo gli accordi Gazprom Kiev, stamani il flusso di gas verso l’europa doveva riprendere. Invece Gazprom ha spiegato che Kiev ha bloccato nuovamente il flusso di gas introno alle 11 di questa mattina. Le cause sembrano essere ancora negli accordi inaccettabili per l’Ucraina.
Intanto, sono stati inviati in entrambi i Paesi degli osservatori internazionali esperti di energia e di relative misurazioni. Anche un gruppo di esperti Eni fa parte dell’unità di monitoraggio che in Ucraina avrà il compito di controllare il flusso di gas verso i Paesi Europei. Secondo Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni “La creazione dei caschi blu del gas va nella giusta direzione”
martedì 13 gennaio 2009
lunedì 12 gennaio 2009
Eni punta al nord Europa
Si tratta di aspettare ancora una settimana, poi verrà reso noto chi vincerà la battaglia tra Eni e Rwe, società tedesca, per il controllo di Essent, utility olandese valutata circa 10 miliardi di euro. I due contendenti hanno superato la concorrenza di un’altra società europea la svedese Vattenfall, rimanendo gli unici due in gara. La prossima settimana il Consiglio di sorveglianza di Essent si riunirà e deciderà quale sarà l’offerta scelta.
Dopo la belga Distrigaz, Paolo Scaroni dimostra ancora una volta la sua strategia di acquisizione e controllo in Europa, nell’operazione economica più importante dall’inizio della crisi finanziaria globale.
Dopo la belga Distrigaz, Paolo Scaroni dimostra ancora una volta la sua strategia di acquisizione e controllo in Europa, nell’operazione economica più importante dall’inizio della crisi finanziaria globale.
Paolo Scaroni: buona la proposta di inviati UE
Venerdì 9 gennaio, ancora in piena crisi, Paolo Scaroni ha accolto con favore e soddisfazione la proposta dell’Unione Europea di inviare in Ucraina e in Russia “osservatori esperti internazionali esperti di energia e di relative misurazioni in Ucraina e in Russia, al fine di porre le basi per una rapida soluzione della controversia tra i due paesi”. Dall’inizio della crisi; sacconi, amministratore delegato Eni ha già sottolineato al commissario UE per l’energia l’importanza di trovare una soluzione stabile e duratura ai problemi di fornitura di gas in seguito alla disputa russo ucraina. Secondo lo stesso Scaroni, l’Eni ha già fornito personale e mezzi in grado di espletare questo compito.
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venerdì 9 gennaio 2009
Problema approvvigionamento gas: Scaroni ne parlò l’anno scorso
Durante il XX congresso mondiale dell’energia, i temi importanti sono stati quelli della crescente sete di gas in Europa e dell’esigenza di diversificare le fonti di approvvigionamento. Paolo Scaroni in quella occasione, intervenuto in qualità di rappresentante dei paesi consumatori, sottolineò i nuovi problemi europei e la necessità di investimenti ingenti. Ai tempi del congresso nel 2007, l’Europa consumava circa 600miliardi di metri cubi di gas all’anno, dei quali 300 importati. Le previsioni erano di un raddoppio delle importazioni per effetto di tre fattori combinati. Secondo Scaroni infatti, “il consumo di gas cresce circa del 2%”. Inoltre, “circa il 25% della produzione di elettricità in Europa – che oggi deriva da carbone, olio combustibile e nucleare, diventerà obsoleta nei prossimi anni e dovrà essere rimpiazzata, molto verosimilmente, dal gas”. L’ultimo fattore preso in considerazione da Paolo Scaroni era il fatto che la produzione europea si sarebbe dimezzata. Il risultato sarebbe stato il raddoppio della domanda di importazione di gas che avrebbe raggiunto la quota di 600miliardi, un’importazione che eccede l’intera produzione russa.
La soluzione sarebbe stata la diversificazione degli approvigionamenti, dalla Russia, dall’Algeria, dalla Norvegia, e dalla Libia: approvvigionamenti che sarebbero dovuti arrivare tramite pipeline sottoforma di gas liquido. I problemi che quindi i paesi europei dovevano e devono tuttora affrontare sono legati agli ingenti investimenti che devono essere sostenuti lungo tutta la catena del processo: nell’upstream, e quindi nei paesi fornitori di gas; nella costruzione di impianti di liquefazione; nella costruzione o acquisizione di flotte per il trasporto del gas liquido e, infine, in quella di impianti di rigassificazione. Secondo le parole di Paolo Scaroni, Eni già da qualche anno è impegnata nella costruzione di impianti di liquefazione del gas naturale sia in Nigeria sia in Angola.
La soluzione sarebbe stata la diversificazione degli approvigionamenti, dalla Russia, dall’Algeria, dalla Norvegia, e dalla Libia: approvvigionamenti che sarebbero dovuti arrivare tramite pipeline sottoforma di gas liquido. I problemi che quindi i paesi europei dovevano e devono tuttora affrontare sono legati agli ingenti investimenti che devono essere sostenuti lungo tutta la catena del processo: nell’upstream, e quindi nei paesi fornitori di gas; nella costruzione di impianti di liquefazione; nella costruzione o acquisizione di flotte per il trasporto del gas liquido e, infine, in quella di impianti di rigassificazione. Secondo le parole di Paolo Scaroni, Eni già da qualche anno è impegnata nella costruzione di impianti di liquefazione del gas naturale sia in Nigeria sia in Angola.
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giovedì 8 gennaio 2009
Scaroni: solidarietà con la Slovenia
Mentre si dichiara sereno, Paolo Scaroni ha avviato un’azione di solidarietà rivolta a tutti i Paesi europei per contribuire a sostenere la Slovenia, il paese maggiormente colpito della crisi gas. Scaroni sottolinea che ogni giorno Eni invia “200 mila metri cubi di gas per evitare una situazione drammatica a livello sociale nel paese che ovviamente in questo momento e visto che riceveva gas soltanto dalla Russia si trova in grande difficoltà".
Scaroni e Scajola: niente allarmismi, gas sotto controllo
Il ministro Scajola ha rassicurato stamani gli italiani sull’approvvigionamento di gas nei prossimi mesi, pur ammettendo la delicatezza della situazione. Gli fa eco Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, che conferma “che in questo momento la situazione per Eni è tranquilla", anche se lo stesso non può non palesare una certa cautela visto che l’Italia dipende dal gas russo. In ogni caso, Scaroni precisa che Eni ha integrato le scorte di gas e che, di conseguenza, quest’ultimo è garantito per le prossime settimane. Per quanto riguarda il rispetto dei contratti tra Russia e Italia, invece, Scaroni ha ammesso che Gazprom ha invocato la clausola di forza maggiore.
Differenziare gli approvvigionamenti: consumatori concordi con Eni
Di fronte alla crisi del gas tra Russia e Ucraina, l’unica soluzione per l’Italia è quella di accelerare la costruzione di rigassificatori e l’approvvigionamento attraverso nuovi gasdotti. La crisi Kiev-gazprom è infatti una crisi che dura da anni e che periodicamente conduce al taglio di rifornimenti di gas all’Ucraina e di conseguenza all’Europa. Una crisi che solo due anni fa aveva lasciato europa e Italia “ al freddo”. Già due anni fa, Paolo Scaroni aveva sostenuto l’esigenza di diversificare gli approvvigionamenti e di costruire rigassificatpri per il metano liquido, un’esigenza che l’Eni, sotto spinta proprio del suo amministratore delegato Scaroni, aveva affrontato proprio a partire da quella data con la differenziazione di approvigionamenti. A chiedere oggi soluzioni per rendersi “autonomi”sono invece due associazioni di consumatori preoccupati delle continue crisi sul fronte russo
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